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Lo shabby e i fantastici colori super opachi Fleur

Benvenuti sul sito Revì, il sottotitolo di questo logo è Upcyclign Forniture Design.
Proprio perché il nostro core è quello di rivalutare gli oggetti e soprattutto mobili e complementi d’arredo, riprogettando e conferendo loro maggior valore.

Lavoriamo anche su commissione e l’ultima nostra sfida su ben 16 pezzi ci ha fatti confrontare con uno stile che solitamente non prediligiamo, lo Shabby chic ma che ci ha permesso di ottenere ottimi risultati e soprattutto di lavorare con dei fantastici colori come la linea chalk look di Fleur.

Vediamo dunque come si procede per il recupero di un mobile antico (cosiddetto della nonna) ma non di antiquariato attenzione. E qui apriamo una parentesi, perché il mobile di antiquariato ha un valore intrinseco che non necessita alcun tipo di restyling, semmai può subire solo un vero e proprio restauro che ne conserva e valorizza la antica bellezza.

Noi ci occupiamo soprattutto di mobili stile anni 50, 60, 70 che siano più o meno in buone condizioni per modificarne l’aspetto esteriore e permettervi così di ri-contestualizzarli e adattarli alle vostre nuove abitazioni.

Fase 1

La prima operazione da fare è solitamente quella di togliere le antiche e vecchie vernici che scuriscono il legno.

Il come dipende sempre da che tipo di materiale ci troviamo a trattare,
in questo caso il tavolino era composto da due tipi di legni diversi, per tanto abbiamo scartavetrato le gambe con una carta vetro 150 facendo attenzione a non lasciare solchi e righi sul legno, ere abbiamo asportato tutta la parte della vernice scura.

Invece per la parte superiore, trattandosi di un foglio di legno che ricopriva la superficie abbiamo preferito utilizzare una carta vetro 180 senza asportare il colore, ma solo preparando la superficie per l’aggrappante ossia il fondo all’acqua che permette al colore di tenere maggiormente.

Fase 2

Come si vede dal video il fondo all’acqua può essere dato sia a pennello e rullo ma anche con un aerografo attaccato ad un compressore anche piccolo, che vi permette di spruzzare il fondo in modo omogeneo sulle superfici.
Normalmente il fondo necessita dalle 2 alle 4 ore di asciugatura, noi preferiamo sempre passarlo su più oggetti in modo da completare una fase di lavoro e far passare almeno una notte.
Un altro consiglio è quello di passare sempre almeno 2 mani, in modo che sia già coprente e uniforme.

Fase 3

Una volta che il nostro fondo è ben steso ed asciugato possiamo procedere con il primo dei colori della shabbatura, ossia il colore che emergerà nell’effetto finale dove la superficie sembra rovinata e dunque il colore di fondo assomiglia un po’ al legno rovinato che emerge dal colore venuto via per l’usura ed il tempo.

In questo caso specifico abbiamo usato un colore che si chiama Indian Elefant della Fleur che assomiglia ad un tortora scuro, e rende benissimo l’effetto dello shabby soprattutto se associato a colori chiari e pastello.

Anche questa volta potete decidere se passarlo con l’aerografo e compressore, o più semplicemente utilizzando un rullo e un pennello, ottimi sono i Dexter che potete comprare tranquillamente a Leroy Marlen. Il rullo serve solo per non lasciare le righe delle pennellate dunque passatelo con leggerezza perché altrimenti assorbe e asporta troppo il colore.

Fase 4

Una volta steso il primo colore, con un pennellino di quelli da disegno a punta tonda o piatta potete passare la cera assolutamente naturale, ottima anche da passare anche come finitura finale su mobili, solo ed esclusivamente dove vedete fregi nel mobile o angoli o punti che normalmente si usurerebbero prima in un mobile.

La cera è un elemento fondamentale perché permetterà al secondo colore che andremo ad applicare di essere successivamente asportato proprio in virtù del fatto che non aderisce al colore di fondo.

Fase 5

A questo punto non resta che aspettare qualche minuto e poi passare il secondo colore fleur in questo caso abbiamo scelto un nuovissimo colore, nordic style: Malmo green.

Fase 6

Ultima fase è quella come dicevamo di asportare le parti dove è stata passata la cera con una carta abrasiva molto sottile anche una con grana 220.

E questo è l’effetto finale.

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